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Nel cuore dei genovesi la Lanterna rappresenta da sempre non solo il porto, ma la città.
Costruita nel 1128 in cima a Capo di Faro, luogo in cui fin
dall'antichità venivano accesi falò notturni per segnalare il porto ai naviganti, la Lanterna nacque con una duplice funzione: faro di segnalazione e fortificazione difensiva; probabilmente è solo un'infelice leggenda quella che narra l'accecamento del suo costruttore, affinché non
se ne facesse una uguale altrove.
Nel medioevo è una fortificazione, isolata dalle mura cittadine, sia da quelle del XII secolo, le
cosiddette mura del Barbarossa, sia dalla cinta trecentesca. Soltanto con l'edificazione delle Mura nuove, nel Seicento, fu inglobata nelle strutture che cingevano e proteggevano l'abitato.
La fortezza della Lanterna fu più volte potenziata e ricostruita. Il più celebre di questi interventi è l'edificazione della poderosa Briglia, così detta perché fu costruita da re Luigi XII di Francia, nuovo signore della città, per imbrigliare Genova, con la minaccia delle potenti batterie di artiglieria messe sui suoi spalti. L'imponente opera militare, odiato segno del dominio francese sulla città, fu demolita dai genovesi una volta
riconquistata la libertà. Nel corso dell'operazione la Lanterna fu gravemente danneggiata e parzialmente demolita. Solo dopo molto tempo, nel 1543-44, fu ripristinata, assumendo l'aspetto che ci è familiare, tornando a dominare la prospettiva del porto e della città.
La parte più delicata e importante della Lanterna erano i vetri, fissati col piombo, la cui superficie veniva pulita sino alla lucentezza col bianco d'uovo: nel bilancio della Repubblica risulta una non indifferente spesa per l'acquisto di migliaia di uova da adibire allo scopo.
Per informazioni Tel.010 2465346
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