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L'antica torre, che si erge adiacente a Palazzo Ducale, è da sempre
considerata il vessillo del potere politico esercitato dalla Repubblica di Genova. Le prime notizie sulla
Grimaldina, risalgono alla fine 1200 negli atti d'acquisto del Palazzo di Alberto
Fieschi, per costituire la prima sede del Comune; ma l'origine della torre potrebbe essere individuata in tempi ancor più remoti, identificando nei suoi caratteri peculiari analogie con le torri di difesa dell'antica cinta muraria del X secolo. Soltanto l'ultimo piano, con la cella campanaria, risulta dei primi anni del XVII secolo. Simbolo del potere comunale prima e dogale poi, la Torre e gli ambienti sottostanti hanno avuto dal '400 fino alla Resistenza la funzione di carcere per i prigionieri nobili in attesa di riscatto, politici, cospiratori. Fra gli "ospiti" più importanti ricordiamo addirittura un doge, Paolo da Novi e poi il pirata
Dragut, terrore del Mediterraneo nel '500 e
Giulio Cesare Vachero, capo della congiura del 1628. Nel 1815 nella Torre fu rinchiuso anche Niccolò Paganini con l'accusa di seduzione e ratto di minore, dalla quale fu poi assolto.
Molti furono i pittori che finirono nella Torre: Domenico
Fiasella, Sinibaldo Scorza, Andrea Ansaldo, Pietro Mulier.
Ai detenuti comuni venivano destinati gli spazi angusti e bui dei sottotetti, dove il cibo scarso, i disagi delle intemperie e delle torture, come quella del "pendolo", minavano in poco tempo la loro salute.
Il sistema delle carceri si è conservato praticamente intatto sia nella struttura delle celle sia negli affreschi sia nelle scritte dei prigionieri sui muri. Negli ampi e luminosi vani della Torre si possono ammirare affreschi di
pregevole fattura, raffiguranti dame e cavallieri, velieri e scene allegoriche, mentre raffigurazioni eroiche, poesie speranze e proteste d'innocenza ricoprono i muri delle celle nei sottotetti.
Una delle vicende più drammatiche che ebbe luogo all'interno della Torre accadde nella notte del 19 giugno 1833 quando Jacopo
Ruffini, stremato dagli incessanti interrogatori, si tolse la vita o, come affermano altri, fu ucciso nella cella detta "lo
scalinetto".
Dall'ultimo piano e dal terrazzo sovrastante, su cui sventola la
Croce di San Giorgio, si gode un panorama di incomparabile suggestione a 360 gradi: dal porto ai tetti d'ardesia del centro storico, dalle emergenze di cupole, campanili e torri alle colline e ai monti che circondano Genova.
La torre Grimaldina è visitabile con guida ogni venerdì, sabato e domenica, alle ore 16, 17 e 18.
Informazioni: Tel.010 5574019
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