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Neolitico
in Liguria
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(vasi a bocca quadrata)
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Tra la fine del ciclo climatico denominato Boreale (6800-5500 a.C), e la prima parte di quello denominato Atlantico (5500-2500 a.C), si sviluppa la cultura degli ultimi cacciatori-raccoglitori che progressivamente e in diversi modi vengono coinvolti in quei processi definiti di neolitizzazione che condurranno all'affermarsi di una economia produttiva basata sull'agricoltura e sull'allevamento.
Questa trasformazione è accompagnata dall'introduzione di nuove tecniche, come la produzione di ceramica, da cambiamenti importanti nei modi di occupazione dei siti e dei territori. L'uomo diventa sedentario, ed è verosimile che cio' abbia prodotto conseguenze sull'organizzazione interna della società e sulla ideologia.
Tale trasformazione è stata spesso denominata "rivoluzione neolitica" proprio per sottolineare l'importanza di questo insieme di cambiamenti.
E' a partire da questo momento che nell'area costiera occidentale della Liguria si insediano uomini portatori di una ceramica con decorazione impressa simile a quella definita "Cardial" (dal nome della conchiglia con cui venivano effettuate le impressioni) della Francia meridionale.
La più' antica fase del Neolitico viene quindi fatta coincidere con quella che è definita la Cultura della Ceramica Impressa, cui segue la Cultura del vaso a Bocca Quadrata, ed infine la Cultura Chassey-Lagozza, corrispondente invece alla fase finale del Neolitico.
In Liguria pero' la maggior parte dei siti con testimonianze di questo periodo si trovano purtroppo solo in grotta.
Siti come la Caverna delle Arene Candide, o la Grotta della Pollera dovevano sicuramente far parte di un sistema insediativo molto più' articolato ed esteso che comprendeva sicuramente abitati all'aperto nella fascia costiera oggi invasa dal mare.
Le stratigrafie principali in cui si sono trovati materiali attribuibili al Neolitico sono nelle già citate grotte delle
Arene Candide (Finale Ligure, Savona) e della
Pollera (Finale Ligure, Savona).
Si aggiungono il Riparo di Pian del Ciliegio (Savona) e in Val Pennavaira (Savona)
l'Arma di Nasino,
l'Arma dello Stefanin, la
Grotta del Petrusello, la
Tana del Barletta.

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Barbara Barbaro
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