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Genova: una città sorprendente, affascinante e misteriosa che invita a scoprire tesori d'arte, di storia, e di tradizioni ; e a vivere sempre nuove proposte.
Genova è una città da conoscere e da vivere provando l'emozione di poter passeggiare nel cuore della storia e di potersi imbattere, ad ogni angolo, nelle tracce delle "presenze del passato".

PROPOSTA DI UN ITINERARIO
  
Vico Dritto Ponticello - Chiostro di Sant'Andrea
All'inizio di quanto resta di Vico Dritto Ponticello, la tradizionale Casa di Cristoforo Colombo (costruita, tra fine XVII e inizio XVIII secolo, sui resti dell'antica abitazione del Grande Navigatore genovese distrutta nel 1684 dalle bombe di Luigi XVI il "Re Sole") confina con un delizioso giardino che è impreziosito dai resti del chiostro romanico (sec. XII) già facente parte del complesso monastico (demolito nel 1904 tra il rinnovamento urbanistico della zona) delle Benedettine di Sant'Andrea. Le Torri, con la Porta dall'arco ogivale di derivazione moresca e col recupero percorso di ronda costituiscono, insieme con la Casa di Colombo e il Chiostro, un complesso di forte attrazione culturale ed artistica.
Nel chiostro, oltre all'alloro e alle rose, si sono radicate antiche memorie che fioriscono in leggende e racconti suggestivi…come quello della "rosa fatale" pegno d'amore per un emulo di Otello che, dannato per aver ucciso l'amata, avrebbe potuto, almeno una volta l'anno ritrovarla fino a che la rosa più bella del giardino non avesse perduto il primo petalo e… guai a chi quel fiore l'avesse reciso incautamente dal rosaio… 

Porta Soprana
Alta sulla salita di Vico Dritto Ponticello, la Porta Soprana - detta anche di Sant'Andrea perché costruita sull'omonimo piano dove fino agli ultimi anni del XIX secolo sorgeva anche il monastero intitolato al Santo. Così scenografica con le sue torri monumentali, introduce alla città medioevale: Eretta nel IX secolo, le sue forme attuali risalgono al 1155/'60 ovvero quando fu costruita, in tempi assai brevi, una nuova cinta muraria a protezione della città dalle temute mire espansionistiche dell'imperatore Federico Barbarossa. Un'iscrizione diffida ad entrare in città coloro che non portino pace. "Sono difesa da uomini, circondata da mura mirabili. Se porti pace è lecito toccare queste porte, se cerchi guerra ti allontanerai triste e vinto".
…Ad avvalorare la minaccia - per i malintenzionati- contenuta nel testo, si afferma che alla costruzione del complesso avesse collaborato addirittura un alchimista il quale, straordinariamente, alla Porta avesse incatenato, come deterrente eccezionale, il fantasma di un guerriero temibilissimo. Un qualche problema in ogni modo sarebbe, successivamente, sorto: perché quel particolarissimo "Guardiano della soglia" (ovvero della Porta) accrescerebbe le proprie risorse difensive solo con ricorrenti tributi di sangue che peraltro, nei secoli, avrebbe già sollecitato… 

Via Ravecca
Sulla via "ra - vecchia" ovvero "la vecchia", che conduce dal Piano di Sant'Andrea alla Piazza Sarzano - fusiforme risultato di due cinte murarie d'epoche diverse e, in antico, luogo usuale per giostre, tornei e giochi - si affacciano numerose case d'età medioevale. 
Presenze imponderabili, antiche e moderne e di etnie diverse, pare che frequentino con una certa assiduità - magari attratti dalla progressiva vivacizzazione della zona - quella che taluni cominciano a definire "la via del mistero" : ed ecco così il feticcio pre/colombiano, dall'intercapedine antica dove stava celato, frequenterebbe "animandolo" il Bar Le Mura (che si apre sotto il cammino di ronda"); ecco lo spirito generoso di tal Frà Guglielmo, che si dice aleggi il negozio Cartocomputer Service; e adesso pare che sia negozio di abbigliamento usato americano Shacknasty…Per la serie: la presenza del passato si affaccia al presente e guarda al futuro!

Salita Coccagna
Salita Cuccagna si addentra sulle pendici del colle che sale fino a Garzano e al Castello: zona, per secoli, fitta d'Oratori sedi di 2Casacce" e, pertanto, assai frequentata da Confraternite che partecipavano alle tradizionali processioni abbigliate secondo gli usi affascinanti del tempo.
E' proprio in questa zona, così satura della presenza del passato, che taluni dicono di scorgere certe sagome che ricordano l'incedere e gli abitanti dei confratelli… 

Il Camminamento del Barbarossa
Il percorso di ronda sulle mura del Barbarossa offre, soprattutto di notte, emozioni straordinarie sia architettoniche sia storiche, tanto che…
Par quasi di scorgere gli armati in vedetta che - ben protetti dalle loro armature - provvisti di spadoni e alabarde incedono al lume di fiaccole… e c'è chi racconta, in proposito, episodi da leggenda metropolitana adeguati alla città medioevale secondo i quali i soldati della Genova antica apparirebbero all'improvviso…a "disturbare" stazionamenti di contemporanei "assedianti" in cerca di solitudine… . Poiché nei pressi delle mura, e precisamente in Vico Gattamorta, sorgeva la casa natale del famoso violinista Niccolò Paganini, c'è insegue l'eco del trillo del Diavolo: un'eco che, dal 1970, allorché quella casa fu demolita, pare sia intriso di malinconia… . Recentemente nei pressi di quella che, un tempo fu la popolosa Via Madre di Dio, comparirebbe una misteriosa vecchina in cerca di una casa e di una via che non esistono più: Vico dei Librai, demolito anch'esso per far posto ai moderni palazzi che sorgono imponenti sui Giardini Baltimora.

Piazza Campo Pisano
Piazza Campo Pisano al termine di Vico delle Murette - è un'area urbanizzata dal secolo XV racchiusa poi all'interno delle mura del XVI secolo - con le case alte dalle facciate ad intonaco dipinto all'uso ligure e con la pavimentazione a risseu (ciottoli marini) bianchi e neri è un angolo assolutamente scenografico della Genova antica; non la pensavano certamente così quei pisani che, sconfitti dai genovesi alla Meloria, furono radunati come prigionieri in quell'area e…
In certe notti di tempesta, c'è chi asserisce di scorgere tuttora ombre dolenti, come sagome in catene, trascinarsi su per la scalinata che sale dal sottostante piazzale della Marina…

Salita San Silvestro e dintorni
Salita San Silvestro s'addentra nel cuore dell'area archeologica che si trova nella zona della collina di Castello dove si costituì il primo insediamento abitativo di Genova. I rinvenimenti di testimonianze dell'età pre - romana risalgono nel tempo fino al VI secolo a.C.; resti romani di rilevante interesse storico/artistico e documentario sono stati riportati ala luce, così come le mura di cinta del VI secolo, le fondazioni dl "Castello" medioevale e quella dell'originaria (X - XI secolo) Chiesa dedicata a San Silvestro.
Il luogo è tanto suggestivo quanto evocatore di antiche storie e ispiratore di dicerie diffuse, come quella sulle "madri del mistero" (obbligate a rifuggire da ogni contatto amoroso con gli uomini pena la morte - per loro e le eventuali "incidentali" creature - per mano della setta segreta d'appartenenza )… . Tanto che si sussurrava, tuttora, di una misteriosa donna velata di nero che, recando un qualcosa tra le braccia come un fagotto, svicolerebbe lesta fra androni e archivolti, tra ombre e penombre, per svanir chissà dove… . Mentre, di contrasto, il vento salino - evocatore di navi, marinai e traffici di ogni genere - suscita la visione di certe antiche "sirene" della zona che, sbucando a frotte dal "Labirinto" s'affolavano per la salita di Santa Maria di Castello e dintorni in contro ai clienti abituali arrivati, appunto, dal mare… . Sempre lungo la salita San Maria di Castello - che dalla Chiesa di Santa Maria delle Grazie conduce alla Basilica di Santa Maria di Castello - Joos Amman von Ravensburg, ogni mattina sul far dell'alba, vestito all'uso antico, par ritrovare la via del chiostro: nel 1451 l'artista di cultura pittorica fiamminga dipinse a fresco una bellissima Annunciazione nel loggiato superiore del chiostro di mezzo del convento domenicano attiguo alla famosa basilica; quell'affresco fece scuola, per anni, a molti pittori locali in gran parte ancora limitati da un perdurare provincialismo culturale; così che parrebbe che la pianta dell'invidia germogli, tuttora, in qualche crepa tra i muri della zona; ma dall'affresco emana, intatta, una sensazione di serenità luminosa; così come è luminoso lo sguardo di una nobildonna che, dalla folla dei beati del "Paradiso" di Ludovico Brea nel piccolo prezioso Museo del Convento dedica appena uno sguardo di tralice, sorridendone con aulico distacco, alla realtà terrena…

Stradone Sant'Agostino
Stradone Sant'Agostino era, in origine, un percorso consueto per le processioni rituali delle "Casacce" ovvero confraternite con oratori propri (e infatti gli Oratori erano numerosi, in questa zona); attualmente è la principale via d'accesso alla moderna Facoltà di Architettura dell'Università di Genova - che ha restituito nuova vita a quanto restava, dopo le bombe della 2° Guerra Mondiale (che in questa zona piovevano come grandine), del medievale complesso monumentale di San Silvestro cinta da mura poderose - e a Piazza Sarzano dove spicca il candido ex convento di Sant'Agostino, trasformato in museo, con il suggestivo chiostro triangolare sovrastato dal magnifico campanile.
Così c'è chi sostiene che nella zona compresa tra Salita Santa Croce e lo Stradone un manipolo d'anime erranti continui a cercare un misterioso tesoro, forse legato alle variegate vicende di quest'area un tempo conventuale; quando le monarche di censo elevato portavano nella loro clausura, spesso obbligata, oggetti preziosi e persino di provenienza orientale come perle e ori, drappi di seta, stoviglie di pregio, e quant'altro fosse utile per ricordare, comunque, la nobile famiglia.

.....San Donato
La chiesa (pregevolissimo esempio di architettura romanica genovese, costruita tra il XII e XIII secolo e consacrata parrocchia nel 1143) è caratterizzata all'esterno dal bellissimo campanile - una torre nolare ottagona imposta sul tiburio e impreziosita da soggette in un gioco leggiadro di bifore, trifore ed archetti - e dal bel portale strombato sormontato da un architrave romano di recupero; d'origine romana sono anche le colonne della navata interna e i pilastri sottostanti il tiburio; mentre le colonne a rocchi bianchi e neri risalgono al restauro medioevale dell'edificio, che subì incendi antichi e bombe moderne (le capriate in legno delle volte sono state, infatti, oggetto di intervento di restauro dopo la 2° Guerra Mondiale). Nella spaziosa cappella aperta sulla navata sinistra fa splendida mostra di se il trittico raffigurante "L'Adorazione dei Magi" commissionato dal nobile Stefano Raggi all'artista fiammingo Joos van Cleve.
La famiglia Raggi aveva dimora da queste parti e questo spiega come mai un altro Stefano Raggi, accusato di alto tradimento dal Doge in carica e pertanto oppresso dalle trame messe in atto contro di lui, volesse orgogliosamente rinunciare di sua mano, con un pugnale nascosto in un piccolo Crocifisso, alla vita proprio sulla soglia - si dice - della storica chiesa; ma non volesse rinunciare a "rivivere", almeno in spirito, nell'area compresa tra Piazza San Donato e Piazza Ferreto…nel corso delle estati 1996 e 1997 anche il dramma di quel nobile Raggi venne rievocato nel quadro di una multi/manifestazione teatrale itinerante, assai partecipata, per la quale venivano rappresentati eventi e tradizioni nei luoghi stessi che ne erano stati scenario e/o fonte d'ispirazione; nel 1999, ancora quel dramma viene rievocato scenicamente, in una sorta di nemesi storica, proprio nella Cappella del Doge a Palazzo Ducale nel quadro della rivisitazione storica guidata e animata "Palazzo Ducale. Notturno tra storia, leggenda e fantasia".

Piazza Ferretto
Il Palazzo Ferretto, dalla bella facciata dipinta alla moda del tardo '600 e dagli interni ricchi di stucchi ed affreschi, caratterizza la piazza da cui la salita Pollaioli - luogo destinato nel XVII secolo ai venditori di pollame - conduce rapida verso l'area di Palazzo Ducale mentre altre vie, medioevali, si snodano parallele tra loro es ono collegate secondo l'antico schema urbanistico romano; una di esse, via Giustiniani, si apre nella piazza omonima; i Giustiniani, "nobili nuovi" del sec. XIV, vollero qui la loro bella dimora; nella zona, vennero innalzate le case delle famiglie che facevano parte del cosiddetto "albergo" dei Giustiniani.
Luci e ombre s'intrecciano per i muri e si addentrano per stretti cunicoli; si vocifera di un certo passaggio segreto che, dal Palazzo Giustiniani, poteva condurre gli eventuali fuggiaschi dritti all'asilo della cattedrale; si vocifera persino che quel cunicolo trattenga gli echi di quanti non poterono raggiungerlo in tempo, quel rifugio…

Piazza San Lorenzo
Il prospetto solenne, a fasce bicrome, della Cattedrale dedicata a San Lorenzo s'alza sulla piazza che fu oggetto di risistemazione urbanistica nel secolo XIX: i lavori d'apertura di Via San Lorenzo e l'abbassamento di quota della piazza determinano la necessità di costruire una scenografica scalinata, con tanto di leoni di marmo, a raccordare l'accesso dell'edificio con il mutato livello stradale. Gli scavi effettuati all'interno della Cattedrale hanno riportato in luce i muri e i pavimenti romani; sotto il sagrato sono stati trovati sarcofagi pre - cristiani come se la basilica - luogo di culto dei primi cristiani - fosse stata innalzata sull'area di un più antico cimitero pagano. Consacrata Cattedrale nel 1118 San Lorenzo custodisce, dal tempo delle Crociate, le Ceneri del Precursore recate a Genova nel 1098 - come il "Sacro Catino" che antiche tradizioni collegano al meraviglioso Graal , e come il Piatto che la tradizione vuole abbia accolto la testa del Battista - dal famoso Guglielmo Embriaco detto "Testadimaglio", conquistatore di Gerusalemme e di Cesarea.
Da un luogo così non potevano che scaturire sorgenti meravigliose di tradizioni affondate nel tempo…infatti si dice che, proprio la vigilia della Festa di San Giovanni e poco prima che rintocchi la mezzanotte, la piazza della Cattedrale sia teatro di un insolito raduno: che gli architetti, gli artisti, i lapicidi e tutti coloro che lavorarono, in epoche diverse, alla costruzione e ai vari ampliamenti e restauri e decori della cattedrale si sarebbero dati appuntamento - davanti alla loro "creatura" illuminata ad effetto artistico - nella notte più magica dell'anno…

Piazza San Matteo
Piazza San Matteo, con la Chiesa gentilizia e i palazzi Doria che la circondano determinandone la configurazione urbanistica, costituisce un esempio davvero mirabile di insediamento medioevale nobiliare. Branca, Lamba, Domenicaccio, Andrea…sono i Doria cui corrisponde la denominazione dei Palazzi; Raffaello Doria ha il sarcofago murato sulla facciata della chiesa e Andrea Doria, Ammiraglio del Mare e Principe, riposa nella cripta solenne della chiesa che costituisce, di fatto, un monumento alla gloria di Andrea stesso e della sua stoicissima famiglia. La famosa spada di Andrea è stata riportata nella Chiesa gentilizia dove, per secoli, era stata custodita…
Ancora nel secolo scorso girava voce, ad ogni stappar di bottiglie di vino rosso in una osteria che Andrea partecipasse almeno idealmente al brindisi battendo forte lo spadone sul marmo… . Un suo antenato, invece, venne collocato da Dante all'inferno; da qui le voci secondo le quali Branca Doria s'aggirerebbe nell'ombra notturna…e una traccia rossastra sul marmo di una certa colonna evocherebbe il personaggio che avrebbe eletto proprio quella colonna a proprio, originale, domicilio…

Salita Arcivescovado
Nella zona in cui le mura del IX secolo s'aprivano nella porta detta "di Serravalle" all'ombra della gran torre "Grimaldina" di Palazzo Ducale venne costruito (1581) il palazzo che accoglie l'Archivio di Stato (edificio noto già come "Palazzotto criminale", adibito a carcere fino al 1811 e, successivamente, a sede degli Archivi Storici della Repubblica di Genova).
Nell'area compresa fra la Cattedrale, il Palazzo Ducale e il "quartiere dei Doria" a San Matteo la storia ha intriso le pietre sicché le tradizioni vi hanno germogliato vivacemente. Tanto che, in un gioco intrigante di contrasti, si dice che Lucifero in persona mal tollerando la presenza della Cattedrale, si annidi nei pressi sbucandone a sorpresa…non fosse che per i vapori sulfurei…Forse per questo il Governo della Repubblica di Genova rinnovava, ad ogni Carnevale, il divieto di nascondersi nel buio lanciando urli, a sorpresa, ai malcapitati passanti…

Piazza Matteotti
La facciata neoclassica di Palazzo Ducale - innalzato a fine XIII secolo sul nucleo primitivo formato dal Palazzo di Alberto Fieschi e dal Palazzo degli Abati del Popolo - dimora dei Dogi dal 1339, ristrutturato nel secolo XVI e poi sul finire del XVIII secolo dopo un furioso incendio, si staglia come un fondale straordinariamente scenografico a chiusura di Piazza Matteotti; il Palazzo, dove nei secoli è passata tanta storia in un caleidoscopio di splendori vividi e di ombre cupe, è sovrastato dalla Torre Grimaldina (usata dal '400, per secoli come carcere per detenuti - nobili, artisti, prigionieri politici - dei quali rimangono ancor ora scritte graffiti sui muri) dove sta la grande campana di bronzo detta "Campanon do Paxo".
Non certo a caso il Palazzo è ispiratore e scenario di un ciclo di visite guidate serali, lungo un itinerario costellato di azioni sceniche e di coreografie in costume storico, intitolato "Palazzo Ducale". Notturno tra storia, leggenda e fantasia": un originale rivisitazione storica di un palazzo - mai abbastanza conosciuto - animata da dame, nobili, popolani, streghe, duelli e intrighi sulle facce delle "presenze del passato". Per altro da tempo si narra di insolite esperienze vissute da frequentatori abituali e/o occasionali dell'edificio…

Via Cardinal Boetto
Da Piazza De Ferrari a Piazza Matteotti la via - Cardinal Boetto appunto - è breve e costretta tra la facciata della Chiesa di Sant'Ambrogio (detta "del Gesù") - le cui origini risalgono ai secoli VI/VII e che venne ricostruita sul finire del XVI secolo dalla Compagnia di Gesù e a spese del nobile genovese Marcello Pallavicino, gesuita - e il prospetto laterale di Palazzo Ducale…
I condannati a morte dovevano passare obbligatoriamente sotto un certo archivolto (ormai scomparso) situato all'angolo ella via cosicché la fame sinistra che assunse, nei secoli, il percorso s'è ben radicata, nella tradizione collettiva, almeno fino alla ristrutturazione della via.

FINE

 

 

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