Acquario di Genova

L'Acquario di Genova è stato inaugurato il 15 ottobre 1992 e nasce da un compromesso tra due concezioni architettoniche profondamente diverse: quella dell'architetto genovese Renzo Piano (ha progettato l'esterno) e quella dell'architetto americano di origine russa Chermayeff (ha progettato l'interno).

 

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E' una struttura lunga più di 250 metri disposta su quattro piani, due dei quali sono sotto il livello del mare fino ad una profondità di 7 metri. Nell'estate 1998 è stato ulteriormente ampliato integrando la "Grande Nave Blu", che ha portato l'intera superficie espositiva ad oltre 10 mila metri quadri.

All'ingresso, nella sala d'accoglienza, si può ammirare la "Vasca del molo antico": lunga 15 metri ed alta 2, è una fedele ricostruzione di una banchina del Porto Antico genovese risalente al XV secolo, dove nuotano le specie più tipiche degli ambienti costieri liguri.

All'interno si evidenziano particolarmente quattro grandi vasche, visibili da entrambi i piani espositivi: quella delle foche, della barriera corallina, quella degli squali e dei delfini. Quest'ultima è a cielo aperto per permettere agli animali di salire in superficie, respirare e saltare a piacimento.

 

LA NAVE BLU

 

IL GRANDE LABORATORIO

 


CURIOSITA'

E' costato oltre 160 miliardi e 70 sono le persone, fra biologi e naturalisti, che lavorano all'interno di questo grande edificio, curandosi degli animali all'interno delle vasche, nei laboratori e nell'infermeria.

Sono presenti 100 vasche nascoste al pubblico, necessarie per la cura e l'ambientamento degli animali. Sono ospitati 5.000 animali appartenenti ad oltre 500 differenti specie.

Molte delle specie presenti riescono a riprodursi in cattività. Da ricordare è la foca Thety che ha trascorso l'interno periodo di gestazione nell'Acquario. Altri animali che si sono riprodotti in cattività all'interno del parco marino sono la rana Mantella aurantiaca originaria del Madagascar, quasi estinta, camaleonti e gattucci e molti squaletti e da non dimenticare le tartarughe liguri (Emys orbicularis).

Inizialmente i nuovi ospiti vengono tenuti in una sorta di "quarantena" nelle oltre cento vasche curatoriali. Tale procedura è necessaria sia per ragioni sanitarie sia per consentire ai pesci di recuperare la forma migliore dopo lo stress del viaggio.

La parte più difficile è l'esordio nelle affollatissime vasche espositive. Tale esordio viene facilitato inserendo i nuovi ospiti in una sorta di girello: un galleggiante di rete metallica che li protegge notte e giorno dalle intrusioni. In questo modo gli animali riescono a prendere confidenza con il nuovo ambente e, allo stesso tempo, anche gli altri pesci iniziano ad abituarsi ai nuovi intrusi. Per quanto riguarda i mammiferi ed i pesci più grossi, i problemi sono di diversa natura. Ad esempio, per squali e delfini, abituati a nuotare per miglia e miglia in grandi spazi, devono adattarsi ad un ambiente decisamente più sacrificato. In generale, si cerca di familiarizzare con gli animali soprattutto attraverso il cibo, che diventa un utile intermediario.


LA GESTIONE QUOTIDIANA

Viene controllato ventiquattro ore su ventiquattro attraverso l'uso di computer che mostrano gli schemi delle vasche e lanciano istantaneamente l'allarme se qualche valore dovesse alterarsi.

La gestione quotidiana dell'Acquario deve tenere conto di un altissimo numero di varianti: la semplice decisione di prolungare di un'ora l'apertura delle sale richiede un periodo di adattamento per gli ospiti delle vasche.

 

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