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| LE
RECENSIONI - SCHEDA COMPLETA |
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Titolo: |
Colloqui d'ombre
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| Autore: |
Ceccardo Roccatagliata Ceccardi, a cura di Francesca Corvi |
| Genere: |
Poesia |
| Editore: |
De Ferrari |
| Prezzo: |
18; p.423 |
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Ceccardo Roccatagliata Ceccardi (Genova 1871-1919), presto trasferitosi nel borgo lunigianese di Ortonovo, esordisce come poeta nei primissimi anni '90 su giornali locali come “Lo Svegliarino” di Carrara; quindi collabora assiduamente a periodici liguri, quali “L'Elettrico” e la “Rivera Ligure”, e nazionali come “La Gazzetta del Popolo” di Torino. In queste poesie giovanili rivela sicura abilità nel padroneggiare la metrica tradizionale, affrontando argomenti suscitati dai sentimenti amorosi e dai ricordi dell'infanzia sullo scenario costante ligure-lunigianese. La sua prima raccolta di versi, Il Libro dei Frammenti (1895), risente dell'esempio dei simbolisti francesi, dei quali è in Italia uno dei primi cultori; nel successivo volume Sonetti e Poemi (1910) affianca raffinate elegie a versi di tono epico-civile. Di temperamento ribelle, vive di lavori saltuari, che non consentono a lui né alla moglie Francesca, né al figlio Tristano – entrambi segnati da un tragico destino di prematura morte – di vivere stabilmente; memorabili sono inoltre le imprese, spesso ispiratrici di componimenti poetici, dettate dalla fedeltà a nobili ma irrealizzabili ideali, come la fondazione della mitica “Repubblica d'Apua”. Muore nel 1919 dopo una vita di sofferenze e di difficoltà materiali; nel 1925, Pier Angelo Baratono raccoglie la sua produzione successiva al 1910 nel volume postumo Sillabe ed Ombre.
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Ceccardo Roccatagliata Ceccardi nacque a Genova in via Caffaro n.38 il 6 gennaio 1871. In seguito ad una grave crisi economica, la famiglia si trasferisce a Ortonovo in provincia di La Spezia, dove compie gli studi elementari, e quindi a Massa dove si iscrive al liceo-ginnasio, ma consegue la licenza liceale a Genova, presso il liceo A. Doria nel 1892. Si stabilisce a Genova, in vico Chiappe n. 53, e si iscrive a notariato presso l’Università di Genova, con scarsi risultati, fino all’abbandono definitivo degli studi: lo spirito poetico e letterario in lui dominanti lo portarono a conoscere alcuni giovani genovesi impegnati del tempo e a scrivere su diversi giornali genovesi; nel 1895 pubblica il suo primo lavoro poetico, Il libro dei frammenti, suggestionato da Rimbaud, Verlaine, Pascoli, Carducci.
Nel 1910 esce la raccolta della produzione ceccardiana dal 1898 al 1909 dal titolo "Sonetti e poemi"; le vendite andarono male, le condizioni del figlio peggiorarono, la vita di stenti e povertà del poeta è di nuovo disperata. Nel 1912 arriva un nuovo incarico ufficiale come segretario di un congresso presso la costituenda provincia di La Spezia. Poi, nel 1914, arriva la malattia, mentre il poeta è a Genova: gli amici aprono una sottoscrizione nazionale che raccolse una somma di millecinquecento lire che fece infuriare Ceccardo. La guerra è alle porte: il poeta è sul fronte interventista, viaggia molto per discorsi e incontri: incontrò Mussolini e nuovamente D’Annunzio.
Nel 1918 la moglie muore, e così il poeta riprende a vagare, stavolta con il figlio Tristano. Ottiene alcune supplenze di lettere prima a Parma, poi a Senigallia e quindi a Genova Sampierdarena. Allo stremo delle sue forze, si appresta alla raccolta delle sue poesie a partire dal 1910: la pubblicazione avverrà postuma nel 1925. Ultima sua abitazione fu a Genova in via Palestro, prima di spegnersi nell’ospedale cittadino "Pammatone", il 3 agosto 1919. Tramite quest'opera è ora dunque possibile tracciare le linee guida della poetica di Ceccardo che abbraccia sia i legami amorosi che quelli familiari con non rare incursioni elegiache e con il costante e sicuro sfondo dei rilievi liguri ed apuani.
La sua poesia eterogenea e frastagliata rimane organica e, pur solidamente fondata nella tradizione classica italiana, non disdegna echi stranieri, facilmente indirizzabili ai "poeti maledetti" francesi e ad Edgar Alan Poe, ponendo la prima pietra al deciso rinnovamento della poesia italiana del Novecento. Ennesima perla della collana "Piccoli classici Italiani" diretta da Francesco De Nicola. |
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IL
sondaggio della rubrica Libri
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