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A ragione Bacci Pagano, il protagonista di questo romanzo, il primo di una serie, è stato più volte paragonato al Pepe Carvalho di Manuel Vázquez Montalban, d’altra parte non si può negare che l’autore, Bruno Morchio, ne sia stato ispirato, visto che lui stesso gli ha dedicato il suo ultimo romanzo “La crêuza degli ulivi”. Bacci Pagano è un maturo e disilluso investigatore privato genovese che, assuefatto alle ingiustizie sociali e politiche, lui stesso ha scontato cinque anni di carcere, accusato di terrorismo per un errore giudiziario, le combatte a modo suo. Come Carvalho lo vediamo percorrere gli antri più nascosti dei vicoli per indagare e fermarsi nei caratteristici bar del centro storico a sorseggiare liquori. Il centro storico, sospeso tra degrado e speculazione travestita da modernità, è l’ambientazione perfetta del noir, dove la luce del sole penetra a fatica anche di giorno tra i vecchi e affascinanti palazzi genovesi ammassati uno vicino all’altro. I fatti del G8 di Genova sono ancora molto freschi e la ferita subita dalla città fa ancora male. Uno dei personaggi più arrabbiati, perché ferito nell’orgoglio, è un amico di Bacci, il Commissario Pertusiello, dirigente della Squadra Mobile di Genova, acerrimo nemico del suo collega Manzi, il poliziotto dai metodi fascisti, con cui Bacci verrà anche alle mani. Il romanzo segue l’investigatore privato nelle sue indagini, nel torbido caso dell’omicidio di un oscuro faccendiere e mentre tenta di impedire l’attentato al Presidente del Consiglio in visita al capoluogo ligure |