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Fu quasi certamente tra le pagine dei giornali di Norfolk che Edgard Allan Poe trovò il primo spunto per la stesura del suo "Gordon Pym". Le testate infatti, in data 18 e 19 febbraio 1836, riportavano la tragica notizia del naufragio della goletta Ariel, un disastro al quale soltanto due uomini a bordo riuscirono a scampare. Mescolando la lettura di questi articoli a quella di testi come "Il resoconto del naufragio dell'Essex" di Owen Chase, Poe dovette costruire l'idea di un romanzo del mare, lui, abitatore letterario di spazi angusti e di luoghi esiziali. Definito da Borges "il più grande libro di Poe", "Gordon Pym" si è poi moltiplicato in una miriade di altre opere alle quali ha fornito spunti di ordine narrativo come pure strutturale: un fenomeno unico, quello di un'incompiutezza che si rinnova incessantemente producendo racconti, romanzi, scrittura.
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Questo romanzo d'avventure di Edgar Allan Poe (The narrative of Arthur Gordon Pym of Nantucket) fu pubblicato in parte nel 1837 dalla rivista "The Messanger" e completato nel 1838. Narra delle avventure di un giovane di Nantucket che avendo fatto amicizia col figlio di un comandante di lungo corso, rimane affascinato dai suoi racconti di vita marinaresca e animato da una fervida immaginazione decide d'imbarcarsi insieme all'amico sulla baleniera Grampus. L'amico è il figlio del capitano, ma lui si deve far nascondere in una cassa nella stiva in attesa di arrivare in alto mare per evitare di essere rimandato a terra, con l'intesa che una volta al largo, l'amico sarebbe sceso per liberarlo. Cominciano così le fantastiche avventure di mare di Arthur Gordon Pym, che attraverso inaudite vicissitudini sarà di volta in volta coinvolto in situazioni che lo vedranno naufrago, prigioniero sulla tetra e selvaggia isola di Tsalal, e poi ancora fuggiasco su una canoa che lo porterà all'incontro con un essere enorme la cui pelle "era più bianca della neve".
Edgar Allan Poe nacque a Boston il 19 gennaio 1809. Figlio di due modesti attori girovaghi, David Poe e Elizabeth Arnold, fu accolto a due anni nella casa di un ricco mercante di Richmond [Virginia], John Allan, che lo allevò senza adottarlo legalmente. Il difficile rapporto con questo nuovo padre, inasprì il trauma avuto per l'abbandono del padre e per la morte precoce della madre (Elizabeth morì a 24 anni), la cui immagine entrò ossessivamente nella sua memoria inconscia. Nel 1815, in England con gli Allan, iniziò gli studi che proseguì poi al ritorno (1820) prima a Richmond e poi, per breve tempo, all'università della Virginia. Accusato di debiti di gioco, il patrigno si rifiuterà di pagare i suoi debiti e così lui deve abbandonare l'università. Si innamora di Elmira Royster che però sposerà un altro, per imposizione della famiglia. Si trasferì nel 1827 a Boston. Si arruolò poi nell'esercito da cui si congeda. Nel 1830 fu ammesso all'Accademia di West Point: fu espulso dopo qualche mese per infrazioni disciplinari. Raggiunta a Baltimora la zia Mary Clemm, iniziò a pubblicare i primi racconti sul «Courier». Nel 1934 muore John Allan, che non lo menziona neppure nel testamento. Nel 1835 entrò nella redazione del «Southern Literary Messenger» di Richmond come vicedirettore. Nel 1836 sposò la cugina Virginia Clemm, non ancora quattordicenne figlia di Mary Clemm. Tra difficoltà economiche e inquietudini esistenziali, continuò la carriera di giornalista, critico letterario, narratore.
Poe pubblicò a Boston il suo primo volume di poesie, Tamerlane e altre poesie (Tamerlane and other poems, 1827), di impronta by roniana; a esso seguirono Al Aaraaf, Tamerlane e poesie minori (Al Aaraaf, Tamerlane and minor poems), e Poesie (Poems, 1830). Dopo una serie di racconti - a partire da quello pubblicato gra zie a un concorso, il "Manoscritto trovato in una bottiglia" (Ms. found in a bottle, 1833) - e articoli pubblicati su vari periodi ci, pubblicò a Filadelfia i Racconti del grottesco e dell'arabe sco (Tales of the grotesque and the arabesque, 1840). Grande suc cesso ebbe con Lo scarabeo d'oro (The gold bug, 1843), racconto che combina le sottigliezze della crittografia con il tema fiabe sco del tesoro nascosto. Divenne celebre con Il corvo e altre poesie (The raven and other poems, 1845) - "Il corvo" era stato pubblicato sull'«Evening mirror» poco prima dell'uscita della raccolta -.
La sua poesia fu poco apprezzata dalla critica anglosassone, che le rimproverava la ricerca di una musicalità meccanica, e l'artificiosità dell'invenzione. Essa invece fu considerata in europa, grazie soprattutto alle traduzioni di Mallarmé, tra le più dirette anticipazioni dell'esperienza simbolista, per potenza suggestiva.
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