Lia Foggetti, è nata a Spoleto nel 1931. Vive e lavora a Rapallo, Via del Carmelo, 11/5. E’ pittrice, scultrice, ceramista e scenografa, molto presente nell’universo artistico italiano e straniero, soprattutto per aver realizzato veri e propri progetti che coinvolgono artisti e persone comuni di ogni fascia sociale, compresi i bambini.
Gli studi magistrali, non concretizzandosi nell’attività didattica vera e propria, sono stati per la Foggetti un mezzo attraverso il quale sperimentare in tutto e per tutto il ricco patrimonio umano interiore, esternatosi a contatto dei bambini bisognosi di esprimere i loro intimi disagi, e con persone psicologicamente in difficoltà.
Pur non frequentando scuole d’arte, Lia Foggetti ha conosciuto, diciamo casualmente, dapprima le arti plastiche, e poi la pittura, rimanendo curiosamente stupita del proprio talento creativo fino allora inespresso, ma completamente in grado di dar forma e libero sfogo alle tormentate vicissitudini interiori. Fu verso la fine degli anni settanta che la Foggetti, nell’osservare la figlia, iniziò a modellare la creta, e da lì prese a dipingere la ceramica.
 |
“La
vita” (Ceramica -1980)
Ben presto scoprì il profondo piacere nel plasmare la materia, dalla quale scaturivano figure e rappresentazioni, e, quasi esclusivamente con l’uso delle dita, riusciva a dar vita ad un affascinante mondo di comunicazione espressiva attraverso giochi di colori. Inizialmente prevalsero disegni in bianco e nero, o comunque scarsamente segnati dal colore, ma in seguito emerse la densità, i toni forti e intensi, quali il rosso e il nero, simboli di eterno conflitto tra vita e morte, passione e tormento. Proprio dalla sofferenza interiore della pittrice derivano gli scenari apocalittici, mostri deformi o deformate trasfigurazioni della realtà, sogni fantasticati, figure mitologiche e fiabesche. Vere e proprie rappresentazioni della mente, del vissuto trascorso ed attuale, sono lo spunto di una forma d’arte di matrice informale, composta anche di collages, e di bassorilievi in cartapesta, che diventano scenografie teatrali.
“Maschere” (Collage -
1990)
Dopo aver partecipato a vari concorsi in Italia e all’estero (Francia, Spagna, ecc.), nei quali ha ricevuto numerosi premi ed inviti a varie manifestazioni, Lia Foggetti visse un breve periodo di pausa, dopo di che riprese l’attività a Rapallo, in qualità di organizzatrice di mostre all’aperto e in gallerie, anche fuori Liguria.
Lia Foggetti è una persona genuina, spontanea, dominata da un grande desiderio di contagiare gli altri con la sua arte, spesso rammaricata di non trovare una viva e costante collaborazione, perciò più incline a rendere partecipi delle proprie emozioni solo pochi in grado di condividere con lei un mondo fatto di sogni, di purezza, incontaminato dalla corruzione – tirannica nemica dell’arte più nobile- un mondo che sia rispettoso dell’artista interamente votato all’arte, che ancora oggi assume valore solo dopo la morte.
La creatività di Lia Foggetti rappresenta l’antitesi del degrado sociale e umano, dell’assenza di comunicazione, della vanità dei valori, la sua è arte allo stato puro, non intaccata da regole e rigidi formalismi, caratterizzata invece da un grandissimo desiderio di coesione sociale. Le ho domandato se fosse riuscita a raggiungere dei traguardi che si era prefissa e mi ha risposto dicendo che le sue mete più importanti hanno soprattutto riguardato “gli altri”, il benessere spirituale altrui, il riuscire a guarire bambini e adulti mentalmente disagiati, che nell’esporre le proprie opere hanno potuto ricevere sguardi di sincera ammirazione. Il connubio tra pittura e musica, adattata all’arte della Foggetti, ha contribuito ad orientare queste persone verso il mondo reale, abbandonando un freddo involucro privo di colori, di suoni, di vita.
|

|
“Musica per tromba” (1998)
Il realismo esistenziale vissuto e sofferto è stato per Lia Foggetti uno prezioso strumento per capire la sofferenza altrui. Nelle sue opere si possono riscontrare riferimenti, inconsapevoli nella loro origine alla pittrice, ad altri maestri italiani e stranieri, quali il genovese Fieschi, nonché Chagall, e Munch, per la drammaticità espressiva di rappresentazioni umane. Difficilmente la Foggetti trova spunti artistici nella serenità d’animo, l’ispirazione infatti la coglie nei momenti più cupi e intensi, ma tanti sono ancora i sogni che l’artista vorrebbe realizzare, ad esempio vorrebbe riuscire a fare qualcosa di grande, sia in senso pratico che figurato, oltre a produrre arte perché diventi materia per musicisti. Del resto la pittura è per Lia Foggetti un insostituibile mezzo per lasciare una testimonianza di se’; per ciascuno dei suoi tre figli ella avrebbe un’opera da donare, poiché della sua arte si priverebbe soltanto per un gesto d’amore.
E’ possibile visitare la personale di Lia Foggetti nella Galleria di Via Venezia, 107,
Rapallo.
Orario: tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19, fino a domenica 4 marzo 2001.
Lia Foggetti è iscritta all’Archivio di Arte Italiana a Firenze e a Villa Croce (Ge).
E’ inserita nei volumi: Artisti Contemporanei di N. Scalisi; Annuario Comanducci n. 6; Enciclopedia Naz. “La donna nell’arte” di V. Gubitosi, 1982; Bolaffi n. 120 del 6/1982; Artisti in Liguria; Eco d’arte; Artisti Europei Accademia “Italia” ecc.; vari elenchi.
[Cristina Parente]