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Intervista a Libero de Rienzo

 

Intervista a Libero de Rienzo per  “Sangue – La morte non esiste”.

A cura di Gianfranco Staltari

 

 

1)      Come è nata l’idea del film? Cosa l’ha spinta a passare dietro la macchina da presa?

 

Fare questo film per me è stata una esigenza fortissima, volevo raccontare una cosa che sapevo che in questo modo sarebbe rimasta eterna. Da attore ho sempre e solo fatto l’infiltrato sui set, con perizia cinese ho sempre voluto toccare e smontare tutto per capire al meglio e per fare il salto dietro coscientemente.

 

2)      Come mai la decisione di una distribuzione così limitata sul territorio nazionale? Il film potrà essere visto anche nelle città in cui non è stato distribuito? Uscirà a noleggio?

 

Se avessi saputo che il film sarebbe stato distribuito in così poche copie mi sarei prevenuto cercando di inserire nel budget di produzione una somma consistente per promuoverlo al meglio. Il film è stato proiettato alla manifestazione del  primo maggio a Milano e spero di poter girare l’Italia con un camper per far vedere a tutti che un cinema diverso è possibile. Il noleggio sarà una fase successiva.

 

 

3)      Ha dichiarato che ha messo molto di personale nel film, molte idee qualcosa forse a livello autobiografico. I protagonisti sembrano molto passivi nei confronti di quello che li circonda, pensa che per realizzare un sogno bisogna lavorare duramente o a volte è più facile cercare di realizzarli con degli espedienti o credere nel “colpo di fortuna”?

 

Dipende da che tipo di sogno, il mio sogno, ovvero sangue non sarebbe stato realizzato senza una preparazione così attenta di ogni particolare, il mio colpo di fortuna è stato sicuramente trovare dei collaboratori che hanno preso un mio sogno e con la loro dedizione e professionalità lo hanno reso un prodotto di altissimo livello tecnico.

 

 

4)      I protagonisti del suo  film sono confusi, sbandati e insoddisfatti, nessuno lavora o almeno nessuno lo fa seriamente. Il pubblico al quale si rivolge è principalmente questo o abbraccia anche altre fasce che non si riconoscono necessariamente in questo esempio? Quale è il messaggio del film?

 

Ho voluto essere vicino ad una realtà di cui faccio parte,una realtà che conosco bene. Sangue è un film sulla paura, è una considerazione sulla paura ed è per tutti coloro che vogliono sentirsi liberi e che non vogliono chinare il capo.

 

 

5)      La paura di morire ha a che fare con la morte?

 

La paura di morire non ha niente a che vedere con la morte se muori sei morto, non c’è nulla. Tu sei eterno, finchè dura la vita duri tu e poi..(cito dal mio personaggio Adrian)

 

6)      Stella ricambia il sentimento di Iuri o semplicemente ne approfitta?

 

Penso che sia solo un modo diverso di amare e Iuri a modo suo.

 

 

7)      A che cosa si è ispirato per la rappresentazione delle “guardie” al termine del rave?

 

Chiaramente non volevamo riprodurre le divise della Marcuzzi su canale cinque, voleva essere una idealizzazione della guardia con il suo significato più profondo.

 

8)      Come considera il cinema italiano oggi? Quanto ancora si può fare per migliorare?

 

Penso che il cinema, sia il passaporto di una nazione, importante quanto i suoi unici prodotti doc in quanto rappresenta ciò che l’Italia sembra gradire di più.  La gente come me ha smesso di andarci al cinema a vedere solo natali all’estero perché non è ciò che mi rappresenta,vorrei portare il messaggio che fare un cinema diverso è possibile e anche con sole otto copie ho dimostrato che si può fare.

 

9)      Come considera questa esperienza registica? Ci saranno altri progetti in futuro a fianco alla sua carriera d’attore?

 

E’ stata una esperienza molto forte ed ormai è diventato un bisogno carnale avere la macchina da presa addosso per il resto non so che farò, spero di fare un documentario sul cinema cubano.

 

10)  Molti dei ragazzi con cui ho scambiato delle opinioni sul film sono stati colpiti della pellicola in modo favorevole. Alcuni mi hanno chiesto di riferirle di non smettere di fare cinema. Lo considera un successo? Cosa si sente di dire a questi ragazzi?

 

Grazie, è bello avere incoraggiamenti dai miei coetanei perché sono loro che possono aiutarmi a costruire qualcosa di diverso, che piaccia anche alle persone come me che hanno smesso di andare al cinema, che sia di qualità e che per una volta tanto rivendichi il fatto di essere un prodotto italiano. E’ possibile farlo, noi lo abbiamo fatto , del resto il mio motto è : se non riesci con la vita, fallo col cinema…

 

 

 

 

 

 




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